Infedelmente tua (Preston Sturges, 1948)

Unfaithfully Yours, una commedia dai risvolti dark.

CineFatti

Infedelmente tua: la versione restaurata in sala grazie a Lab 80 Film.

Al grido di “la gioventù va alla gioventù” torna al cinema in versione restaurata Infedelmente tuacommedia al veleno per la regia di Preston Sturges.

Non è il primo né l’ultimo degli #HappyReturns promossi dalla Lab 80 Film, che già da diversi mesi ripropone e distribuisce in sala i restauri digitali dei grandi classici cinematografici.

Dopo Lettera a tre mogli arriva dunque Unfaithfully Yours, film che porta letteralmente alla ribalta il brillante interprete inglese Rex Harrison.

A lui va il ruolo di Alfred De Carter, stimatissimo direttore d’orchestra sposato alla bella e assai più giovane Daphne (Linda Darnell) di cui è geloso oltre ogni limite.

Conferma l’eco shakespeariana della storia la comparsa di un misterioso dossier sulla presunta relazione della donna con il coetaneo Tony (Kurt Kreuger) biondo e aitante…

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Non ho mai creduto alla vita che fanno i vivi

Le formiche nelle gambe,
la fuga dalla finestra
in seconda elementare.
mi sono sempre ribellato
al mondo e alla morte,
non ho mai creduto
alla vita che fanno i vivi,
ho dato alle fiamme
ogni attimo della mia vita
per illuminare l’invisibile.
Questo so fare,
c’entra poco con il bene
e con il male, c’entra con le formiche
nelle gambe
coi mulinelli dell’ansia
nel mio sangue.

Franco Arminio

The Eyes of My Mother (Nicolas Pesce, 2016)

Un horror che forse non guarderò mai (perché sono una fifona)

CineFatti

Eyes of My Mother, una fiaba grottesca.

Un’illuminazione fulminante, The Eyes of My Mother è una pillola horror da mandare giù nei momenti di spacco per allargarne il tempo e trasformarli in istanti di pura angoscia. Un esordio notevole per esser riuscito a trovare spazio tra The Witch e Scappa.

Nicolas Pesce in poco più di un’ora, circa 70 minuti, mette in scena la storia di Francisca/Kika Magalhães, una bambina cresciuta con gli insegnamenti di una madre chirurgo all’interno di una fattoria, la stessa dove assisterà al suo omicidio.

Lo specchio dell’anima

Colpita dagli insegnamenti sugli occhi della madre e dalla seraficità del suo assassino, catturato dal padre e tenuto in cattività nel fienile, Francisca imparerà il piacere di uccidere e al contempo l’arte chirurgica di cavare gli occhi.

The Eyes of My Mother avrebbe potuto essere una piccola pozza di sangue nella sua breve durata…

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Liebster Award, parte seconda

Dopo il Liebster Award 2016 venne il Liebster Award 2017. Grazie alla citazione da parte di un bel blog che sono contentissima di seguire e che consiglio, vale a dire Fatti di scritti (seguitelo anche voi).

In quanto a me con le nomination ho già dato, ma vado pazza per i questionari e quindi in questa sede risponderò alle domande poste dall’autrice di Fatti di scritti e riporterò le sue noms con tanto di (sentite) motivazioni.

LE MIE 11 RISPOSTE

  1. Dolce o salato? Salato.
  2. Cosa ti fa più arrabbiare in assoluto? Le ingiustizie, la presunzione, la mancanza di delicatezza.
  3. Se fossi un libro, che libro saresti? Rose Madder di Stephen King.
  4. Qual è il posto più bello che hai visitato? Amsterdam.
  5. L’ultima canzone che hai ascoltato? Wide Open dei Chemical Brothers.
  6. A cosa non potresti mai rinunciare nella vita? Alla scrittura, a circondarmi dei miei amori e alle patatine fritte 🙂
  7. Cosa non deve mai mancare nella tua dispensa o nel tuo frigo? Un pezzo di pane napoletano.
  8. Il tuo sogno nel cassetto? Due cuori, una capanna, pubblicare tanti libri e vincere le mie paure.
  9. Se potessi vivere la vita di qualcun’altro, chi sceglieresti? Werner Herzog, per vedere il mondo coi suoi occhi.
  10. Un film che non ti stanchi mai di guardare? Gattaca di Andrew Niccol.
  11. Quali sono le tre cose di cui non puoi fare a meno quando esci? Trucco, telefono e il mio fidato lettore mp3.

GLI 11 BLOG NOMINATI DA FATTI DI SCRITTI (e le sue motivazioni)

  1. Out of Window, per l’onestà con cui esprime la sua opinione | 2. Mandorla, perché condividiamo la passione per la scrittura | 3. Mileggiunastoria, perché adoro i libri di cui racconta | 4. La finestra di Hopper, per ciò ci cui parla e per come lo fa | 5. #Postasfoglia, perché ami il caffé e quindi non posso non amarti | 6. Untrenoallalba, perché il suo stile mi è entrato dentro | 7. Marta Mancini, adoro le illustrazioni che sceglie | 8. Gypsitudine, foto e parole bellissime | 9. cultura18, tante facce tanti argomenti | 10. rAbDo, perché le palestre di pensieri sono cosa rara | 11. A meraviglia, perché l’autoironia è importante

Non ci sono telespettatori

Tutti i posti sono uguali se non cambi di dentro. Non c’è un posto magico dove mettersi in pace con se stessi. Se ti senti una merda, tutto quel che guardi ti sembra merda. Questo lo so di preciso. […]

Invecchiare è come guidare nella neve che diventa sempre più alta. Quando alla fine arriva a coprirti le ruote, senti che girano a vuoto. Questa è la vita. E non ci sono spazzaneve che vengono a tirarti fuori. Il tuo bastimento non arriverà […]. Non ci sono barche per nessuno. Non vincerai mai un concorso. Non c’è una telecamera che ti viene dietro e non ci sono telespettatori che assistono ai tuoi sforzi. È così e basta. È tutto qui.

Stephen KingUscita per l’inferno

(Bompiani, 1981)

Il Re ha detto sì: Stephen King approva IT – CineKing #29

Dicevamo? Sì, Stephen King.

CineFatti

A Stephen King è piaciuto IT.

Terrific. Questo l’aggettivo utilizzato da Stephen King (anche conosciuto come il Re) per definire il nuovo IT di Andrés Muschietti, da lui visto in anteprima.

Sì, proprio quello che uscirà il prossimo 21 settembre qui in Italia; lo stesso giorno in cui King festeggerà i suoi 70 anni.

L’inarrestabile King. Prossimo a due nuove pubblicazioniuna con Richard Chizmar a maggio, l’altra con il figlio Owen di nuovo a settembre – e a una serie pressoché infinita di collaborazioni con il grande e il piccolo schermo (oltre che a un bellissimo omaggio in quel di Torino, nella cornice del Salone del Libro 2017).

Parliamo del primo: parliamo di cinema.

Fortunati i cinefili kinghiani ospitati dal South by Southwest Festival, dato che hanno potuto godersi il primo teaser trailer e una scena dell’adattamento muschiettiano dell’epopea di Pennywise.

Trace Thurman…

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Venerdì 17: 10 #VenerdìHorror da appuntare

10 consigli a tema venerdì 17. Su CineFatti!

CineFatti

Venerdì 17: meglio se horror!

Come direbbe qualcuno ne Il seme della follia di Carpenter, lo leggete il #VenerdìHorror? Ogni secondo e quarto venerdì del mese su CineFatti vi consigliamo un horror pescato dai grandi classici, in proiezione nelle sale, home video oppure dal cinema internazionale.

Ci sembra giusto dunque festeggiare un Venerdì 17 con una selezione di 10 #VenerdìHorror (e qualche guest star degna di questa lista) per organizzare la vostra serata a tema possessioni, zombie, mostri e pazzi assassini di varia natura.

Train to Busan

“Uno dei migliori film di zombie dei nostri tempi. Yeon Sang-ho, regista di punta del cinema d’animazione sudcoreano con King of PigsThe Fake (oltre a Seoul Station, prequel di Train to Busan) dirige un film carico di adrenalina e orrore senza dover mai scendere nello splatter”.

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Darling

“Come nei brutti sogni, non c’è tinta che tenga: la vera…

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Beata ignoranza (Massimiliano Bruno, 2017)

Una bella sorpresa, di cui parlo su CineFatti.

CineFatti

Beata ignoranza, disse l’apocalittico.

Tra Filippo (Alessandro Gassmann) ed Ernesto (Marco Giallini) l’incendio divampa al grido di Beata ignoranza. Perché il primo crede nella tecnologia al punto da dipenderne mentre il secondo la aborre del tutto. Dunque beati gli ignoranti, perché sanno cosa si perdono: notifiche, selfie, post compulsivi, visibilità a tutti i costi.

Il film di Massimiliano Bruno parte da un presupposto anacronistico – il conflitto fra apocalittici e integrati fissato da Umberto Eco nella letteratura di settore – per arrivare a dire tutt’altro. È una commedia che viaggia sul binario dello stereotipo per portare la storia in profondità. E con la guida di due grandiosi protagonisti.

Né l’apocalittico né l’integrato 

L’ingessato Ernesto (Giallini esilarante) e l’esaltato Filippo (un Gassmann che non fa rimpiangere I bastardi) sono in realtà dalla stessa parte: quella dell’unilateralità, della mancanza di apertura; la beata ignoranza che beata…

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L’unghia spezzata

Siamo monotoni anche nel criticare la monotonia.
Abbiamo cose più serie a cui pensare, non credete?

Ci stiamo comportando come se, guardando crollare un palazzo, ci accorgessimo di avere un’unghia spezzata e pensassimo a quella.
Una massa di pupi persi dietro agli slogan e al sentito dire. La progressiva distruzione dell’istruzione (concedetemi il giochetto) ha portato anche a questo.

I vari -ismi del caso sono partiti da qui.

Difendetevi con il dubbio, con la scintilla della ricerca, e la ragione lasciatela agli imbecilli pieni di sé. Ché se crolla tutto crollate anche voi e quella unghietta cui state prestando tanta attenzione.