Blogathon: Dolores Claiborne

Questo post partecipa alla Blogathon lanciata (qui) da Liberi di scrivere, sul tema dei migliori film o serie tv tratti da un libro.


Il Re del Brivido, il Re della paura: Stephen King lo è stato a lungo, lo è ancora, e per validissimi motivi. Per essere anche e soprattutto altro: l’altro che circonda i mostri e gli orrori protagonisti dei suoi libri.

E uno di questi, assieme a Rose Madder e ai racconti di Notte buia, niente stelle membri di quel corpus di narrazioni così spassionatamente dedicate al genere femminile, è Dolores Claiborne. La storia di una donna che parte dal suo nome, come quella di Rose; la storia di una donna costretta dal suo ruolo sociale alle scelte più tragiche, più impensabili. Per difendersi.

Dolores Claiborne ha una parlata sgrammaticata, volgare nel senso più classico del termine. È rude e sboccata, indurita da una vita piena di spuntoni; ci si è dovuta costruire una corazza per resisterle. Per la salvezza, più che di se stessa, di sua figlia.

Perché quella delle Claiborne è una vicenda imperniata su terribili segreti. E un racconto crudele di sacrificioil sacrificio di una madre, compiuto col favore delle ombre di un’eclissi.

Così il cerchio intorno al sole è anche il cerchio che si chiude sul titolo del film di Taylor HackfordL’ultima eclissi. Dove Kathy Bates è Dolores e Jennifer Jason Leigh una Selena non più (mai più) bambina. E dove c’è Judy Parfitt (attrice trascurata, eppure eccezionale) a dare il volto alla spigolosa e sorprendente Vera Donovan.

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La casa di Dolores nel film.

Tutte donne unite dal sacro vincolo di una colpa necessaria, di un peso insostenibile che solo se equiparato a un altro peso può restituire l’equilibrio. È la maledizione cui King, nel libro, dà la forma e il corpo lanoso dei riccioli di polvere, che Vera vede animarsi e agitarsi negli anfratti bui della casa. È l’entità che muove l’eclissi e i suoi salvifici tempismi.

Ma Hackford quei residui di paranormale decide di eliminarli, forse perché – è quasi evidente – gli basta l’orrore della normalitàla mostruosità umana. Prende tutto il realismo del romanzo kinghiano, il suo essere esplicito e diretto, e lo spoglia, lo lima, lo spolvera. Per lasciare la parola ai fatti; alle donne. Agli atti rabbiosi di Vera Donovan, alle lacrime di Dolores, alle ferite eterne di Selena.

E poi fa dire: “A volte essere carogna è l’unica cosa che resta a una donna“. Ed è come sentirlo da King stesso, come rileggerlo, fra le pagine della struggente dedica a sua madre: Ruth Pillsbury King.


Roster con l’elenco dei blog partecipanti, in rigoroso ordine alfabetico:

Chiacchiere letterarie:  Les Miserables

CineFatti:  La città incantata al di là delle nebbie di Kashiwaba Sachiko

Il mondo di sopra: Spiderwick le cronache

L. Cassie Blog: Harry Potter

La finestra di Hopper: Dolores Claiborne di Stephen King

Liberi di scrivere: Triangolo a Rodi

Living for books: Jurassic Park

Milioni di particelle: Le cronache di Narnia

New Adult Italia: Colpa delle stelle

Otiumentis: Venuto al mondo

Over the hill and far away: Le nebbie di Avalon

Questione di Libri: Misery non deve morire

Romance e non solo: Divergent

Scheggia tra le pagine: Le dodici domande/ The millionaire

Storie Da Birreria: Il congresso di futurologia di Stanislaw Lem

Strategie evolutive: “Il Lungo Addio”, di Raymond Chandler

The Ink Spell: I passi dell’amore

Universi incantati: Il lato positivo

Vita da bibliofila: Game of thrones

Walk in wonderland: Shadowhunters- Città di ossa

Whisper: la voce del tempo: One day di David Nicholls

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9 pensieri su “Blogathon: Dolores Claiborne

  1. Non conosco questo film e ammetto di non aver letto ancora nulla di Stephen King (ho preso Mr Mercedes ma ancora lo devo leggere). Purtroppo questo tipo di racconti/film non fanno proprio per me che poi la notte non dormo XD Comunque ottimo articolo! Interessante!
    Ecco la mia tappa del Blogathon 2016: http://www.scheggiatralepagine.net/2016/06/blogathon-2016-i-migliori-film-tratti-dai-libri-the-millionaire-le-dodici-domande-di-vikas-swarup/

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    1. Ti ringrazio 🙂 E posso capirti, io per scelta (un po’ masochistica) mi sono addentrata in un genere totalmente inadatto alla mia ipersensibilità congenita: il mio rapporto con l’horror è di odio/amore 😛
      Intanto vado a leggere il tuo articolo.

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  2. Devo ammettere di avere un rapporto di puro terrore nei confronti di Stephen King… Ho letto tempo fa un suo romanzo, di cui ora non ricordo più neanche il titolo, e tipo per due o tre notti non riuscivo a dormire tranquilla perchè mi venivano sempre in mente alcune scene…

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    1. Il mio primo incontro con lui fu simile! Pet Sematary e Shining: praticamente, camminavo e accendevo luci alle mie spalle 😀 Però, essendo un po’ masochista inside, è proprio questa sua capacità di inquietarmi profondamente che me lo ha fatto amare 😀

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    1. Questo è uno di quei libri di King che potrebbe piacere a un pubblico più largo (nel senso: non necessariamente fan del genere e della interpretazione specifica che King ne fa). Se lo recuperi avrai all’attivo una splendida e schietta storia di rivalsa sociale, oltre che esistenziale.Buone letture future dunque (e ancora complimenti per l’iniziativa) 😀 Ci si rilegge senz’altro 😉

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