Il passato muore senza gran rumore

Ci si rannicchia fra vecchi odori ferini, familiari; ci si sofferma su occhi quadrati accesi nel buio e si sospira pensando allo stesso cielo visto da altri luoghi; si trema al pensiero del tempo che non vuol dire proprio niente, sempre più spesso.

Una porta sempre aperta in un corridoio di solitudini serrate in eterno, briciole di pane e chincaglieria sul pavimento a ricordare volti meno belli di adesso, eppure più preziosi nella loro ampolla di anni rubati.

Entra di tutto qui dentro. Il vento sferza la pelle, seduce gli errori e spaventa la bellezza. “Non spazzarmi via” gli dice lei. “C’è ancora luce da vedere. Luce nuova. Se non riesci a scorgerla non so di chi sarà, ma sarebbe un peccato spegnerla. Un crimine che non vale tutti i crimini del mondo.”

Brezza rossa, silente, incerta. Il passato muore senza gran rumore.


Questo non saprei come definirlo, so solo che, al tempo, volle nascere e io lo lasciai fare.
È apparso per la prima volta su Aphorism con il titolo Un dio è uscito dalla finestra e poi è rientrato.
Francesca Fichera
Annunci

3 pensieri su “Il passato muore senza gran rumore

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...