Il corpo apocalittico

o, per meglio dire, l’introduzione alla mia tesi di laurea magistrale.

Centro di irradiazione simbolica” della società primitiva, il corpo si allaccia subito alla dimensione della mostruosità onde rappresentare “la qualità pre-umana e dis-umana del sacro”, veicolare e mettere in scena l’eccesso. Mostrarlo.

Si parte da questo assunto per ricollegarsi alla fortuna che il corpo mostruoso ha ottenuto, nel corso dei secoli, all’interno del vasto bacino delle produzioni simboliche umane, e in particolare, in quanto iperbole corporea per eccellenza, come chiave di lettura d’eccezione dell’attraversamento epocale determinato dall’esplosione seriale – e colma di contraddizioni – dell’Età Moderna.

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Punto privilegiato di osservazione del monstrum novecentesco, e dei drammi e delle angosce che di volta in volta restituisce, è quel medium che della serialità – e dunque della Modernità – rappresenta una delle espressioni più compiute: il Cinema. Esso condivide con il corpo mostruoso la medesima “vocazione apocalittica (e cioè rivelatrice) a enunciare gli ingranaggi emotivi della ‘macchina moderna”.

Seguendo il fil rouge del medium nel medium (o nei media), ci si propone di studiare la narrazione audiovisiva della mostruosità attraverso il tempo: come cambia e perché, cosa riflette e in che termini, fino a quale punto riesce a spingersi.

Soprattutto, preme qui interrogarsi sull’effettiva incarnazione di un “senso di paura non del tutto scollegato dalla preoccupazione per catastrofi ecologiche e olocausti nucleari”, che esula dall’originaria pulsione sacrale e precipita con violenza i corpi, mostruosi o meno, dal cielo alla terra: accanto all’osservazione del reiterato (ma differenziato) ritorno dei miti della tradizione, emerge la necessità di elencare e analizzare quei “prodigi” che invece sono tutti attuali, nati nel e con il cinema, sullo sfondo di  altre e inedite transizioni, di “nuove costruzioni dell’uomo”, di quei cambiamenti che l’immaginario mostruoso, se non comprensibili, rende quanto meno evidenti.

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4 pensieri su “Il corpo apocalittico

  1. Cercatrice, non so se il tuo post sia compiuto, o solo un assaggio di una tua riflessione. Lo spunto di per sé mi intriga molto, nei miei scritti c’è sempre una riflessione in tal senso, un interpretazione personale, che nel romanzo è nei racconti delle Terre degli Antichi Dei traspare. Grazie del post, spero tornerai a parlarne 😊

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    1. Grazie a te per la lettura 🙂 Diciamo che è una sintesi dell’introduzione al mio lavoro, che spero vivamente di poter condividere con te al più presto (perché in tal caso vorrà dire che l’attesa di una risposta dalle case editrici a cui l’ho inviato sarà giunta al termine)! Comunque mi riservo di fornire un’altra piccola anticipazione in futuro, male non farà. E vediamo cosa mi dicono queste Terre degli Antichi Dei… 🙂 A presto!

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      1. Da quanto ho capito tu esplodono il corpo apocalittico attraverso quello che in cui i media lo vedono e lo riportano. Oppure ho frainteso? Io nei miei scritti ne parlo, ne accenno, ma essendo narrativa devo fornire più chiavi di lettura. Non so se ti piacerà, il gusto è personale…ma da quel che ho letto del tuo post mi hai incuriosito…Grazie a te e in bocca al lupo!

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