In Busta Chiusa: L di Lavoro

Ciao, vita.

La tua linea mi dice che è difficile, in salita, al volo, di sfuggita.

Che fra un patio e l’altro visto di corsa dalla strada i nostri sogni rimangono sospesi.

Perché il mondo è un castello e i soldi le carte, e soffrendo, piegandosi, schivando le cime più aguzze e gli stagni più profondi, nel semplice atto di sperare e proseguire, il tuo cammino diventa il mio.

Così ogni giorno lottiamo per incontrarci nella terra nascosta dove l’immaginazione prende forma. Per schiacciare il naso contro il vetro dell’auto e scorgere anche il nostro patio, anche il nostro giardino: una casa. Quel luogo in cui tutte le linee convergono e rinascono, fatto per i ritorni.

Allora, solo allora, potrò lavare quest’angoscia dalle mani e dal cuore, sovrapporre l’anima a ciò che vedo, la mia linea alla tua,  i nostri palmi quasi uguali.

Non ti aspetto al termine della fatica, ma nel mezzo: saliamo insieme, a pugni chiusi, nonostante ogni caduta brusca dalla cima delle illusioni, il peso della memoria, le lame nella dignità e nella schiena.

Ma è quel che va fatto per volare via dal nido, per poter dire nostro.

l_francesca

Lettera L di Francesca Fichera
In Busta Chiusa n. 12, un progetto di Cartaresistente
Illustrazioni di Davide Lorenzon
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5 pensieri su “In Busta Chiusa: L di Lavoro

  1. “Casa è dove ti porta il cuore”
    Il mio cuore, in questi anni, ha vissuto con tante persone, in un luogo al di fuori della realtà.
    E’ una villa immensa, circondata da un meraviglioso ed infinito giardino. Non è un luogo accessibile a tutti, ma solo alle persone che occupano, o hanno occupato, un posto speciale nel mio cuore. Io sono sempre la stessa, ma la storia che si crea è diversa ogni volta. Sono una Piccola Lady in cerca di compagnia e di amore. Quattro, sono le persone che hanno convissuto con me. Con le prime sono rimasta in questa villa da sogno, lontano dai pericoli della vita reale. Con le ultime, che sono arrivate insieme, ho iniziato ad uscire e ad affrontare la realtà che ho tanto temuto. Crescendo mi sono spostata in un luogo reale, con persone diverse. Mi sentivo a casa. Ero riuscita a trovare un luogo magico nella realtà. Ero felice, ma consapevole che l’incantesimo sarebbe finito entro un anno. Durante tutto quel tempo, una persona iniziò ad entrare nel mio cuore, più di quanto non avesse già fatto. La mia casa si è spostata ancora, ma è divisa in due mondi. Quello reale, dove ho la consapevolezza dei limiti e quello irreale, dove la mia immaginazione prende forma. Quando sono con lui mi sento a casa ma, ancora una volta, sono consapevole che prima o poi le nostre strade si divideranno. E allora, dove sarà la mia casa?
    Per casa non si intende solo quella struttura fatta di mattoni, ma è fatta anche con le persone che vogliamo bene. Senza di loro sarebbe solo un luogo freddo e umido. Non importa se essa è grande o piccola, l’importante è stare con chi si ama. Ed io, al momento, sto bene con lui.

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    1. Dici bene, “home is where your heart is”. E io ho trovato casa, come te, ed è una fortuna già così. Grossman in Qualcuno con cui correre scriveva che la persona giusta è quella che ti offre riposo, come una grande mano su cui poggiarsi e dormire. Il prossimo passo sarà metterci un contorno materiale, disegnare lo spazio per distinguerlo da tutto il resto, ma sì, già così è un tesoro inestimabile. Che sia esso temporaneo o eterno. 🙂

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