Into the Abyss – Una recensione

Vivere conoscendo esattamente l’ora e la modalità della propria morte corrisponde all’esatto contrario della consuetudine, ed è un pensiero che stravolge su cui Werner Herzog ha voluto costruire un film-indagine di rarissima intensità.

Il suo documentario Into the Abyss getta uno sguardo sociologico – scientifico e quindi distaccato, ma non per questo incapace di suscitare emozioni – sull’esperienza del braccio della morte, dove un giovanissimo condannato sorride attraverso il vetro nonostante, a pochi giorni di distanza, lo stia aspettando una siringa letale.

Herzog fa un primo piano all’ignoranza che segna il destino dei disperati, pur non facendole sconti ma, anzi, scavando a fondo nel suo cuore – come anche in quello delle vittime, ossia i parenti delle persone assassinate – senza remora alcuna.

Lirico in apertura e sul finale, Into the Abyss è curiosità allo stato puro: verso la morte, la giustizia, la sorte, la vita. Un inno in sordina a quello che c’è.

Voto: 10/10

Francesca Fichera

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