Fisica della malinconia – Una recensione

Storia di un empatico: l’impresa è viverla ancor prima che raccontarla. È sentire “il mondo che ti fa male su tutto il corpo“. È disperazione e presentimento dell’essere già stati nel futuro. E tanto altro. Forse tutto.

La Fisica della malinconia del bulgaro Georgi Gospodinov (Voland, 2015) è l’avventura di una mente e di mille corpi, una sfida interna al non-romanzo della post-modernità. La scrittura disposta a denudare i propri meccanismi, la pianta del labirinto dove nasce, cresce e riposa.

Mito di Teseo senza l’eroe, senza il filo, senza la luce: è il Minotauro la figura sacrificata sull’altare dell’identificazione, sia dell’autore che del lettore; ed è difficile da seguire. Tanto che a volte, negli scarti di tempo e di luogo, gioia e avvilimento, morte e vita, porta a smarrirsi.

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Ma non è che un lieve ostacolo da superare per custodire il tesoro di un libro attraversato dal soffio dell’indefinibile, dagli spasmi di una memoria che, pur sapendo di non esserne capace, prova a trattenere tutti i baci dati, le camere d’albergo occupate, le lacrime piante, i futuri immaginati di una vita. Milioni di vite in una.

E tuttavia di questo meraviglioso e inspiegabile dolore – taga in bulgaro, annota il traduttore, che significa anche “mestizia”, “tristezza” e, appunto, malinconia – Gospodinov non offre soltanto l’astrazione.

Il suo narrare e riflettere insieme alterna i toni come gli istanti, gli scenari come le stagioni. E fra un risveglio e l’altro della sindrome empatica del suo protagonista, la Bulgaria del tardo dopoguerra resta in piedi come il più angosciante e solido dei sogni. Senza punti di fuga, eppure con l’agrodolce consolazione dell’ironia:

In sostanza tutta la mia pubertà può essere descritta attraverso la situazione politica degli anni ’80.

Primo bacio a una ragazza.

Muore Cernev.

Secondo bacio (a un’altra ragazza).

Muore Cernenko.

Terzo bacio…

Muore Andropov.

Sono io che li ammazzo?

Primo goffo amplesso nel parco.

Cernobil.

Così succede che in questo gioco fondato sull’intravedere si vede e si conosce assai più che nelle storie ufficiali. E s’invecchia fino a tornare bambini, condividendo l’illusione dell’immortalità per il tempo di una lettura unica e preziosa.

gospodinov

Francesca Fichera

 

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