Borrowed Time – Una recensione

All’inconfondibile palette Pixar s’è aggiunto un nuovo colore. Una sfumatura cupa, nata dalle ombre. E da cinque anni di lavoro.

Per quanto figli di un brand cinematografico specializzato nel colpire al cuore senza distinzione di età, gli animatori Andrew Coats e Lou Hamou-Lhadj hanno scelto di intraprendere una piccola ma significativa deviazione.

Eppure Borrowed Time sfiora la viralità quasi quanto il suo ben più tenero collega Piper.

Sarà perché questa amara variazione sul tema del confronto con la vita possiede il pregio della ruvidezza? Che per andare avanti bisogna tornare su ciò che è stato anche se la verità fa male?

Le risposte, come questo brevissimo western ci insegna, arriveranno solo dopo. Ma al momento giusto.

Voto: 7

Francesca Fichera

Annunci

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...