Di questo mondo e degli altri

È così che muoiono le infanzie, quando i ritorni non sono più possibili perché i ponti tagliati inclinano verso l’instancabile acqua le travi sconnesse nello spazio estraneo. Non c’è allora altro rimedio che quello del serpente: abbandonare la pelle nella quale non entriamo più, lasciarla a terra, tra i cespugli, e passare all’età successiva.

La vita è breve, ma in essa entra più di quel che siamo in grado di vivere.

José SaramagoDi questo mondo e degli altri

(Feltrinelli, 2013)

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3 pensieri su “Di questo mondo e degli altri

  1. “Non vedo l’ora di diventare grande!”
    Sono queste le parole che usano i bambini. Credono che crescendo possono fare tutto ciò che vogliono, senza la supervisione degli adulti. Beato Peter Pan che resterà per sempre un bambino, in grado di volare sulle ali della fantasia.
    E’ proprio la fantasia che distingue gli adulti dai bambini. Loro sono in grado di sognare e, di conseguenza, possono viaggiare. Un adulto non è più in grado di farlo perché ha smesso di credere nella magia. Eppure ci sono persone che, nonostante tutto, sono rimasti bambini. Walter Elias Disney, tanto per dire un nome. Lui è stato in grado, con i suoi lungometraggi, di far sognare entrambi: grandi e piccoli. Io sono grande, ma sono ancora in grado di sognare come una bambina.
    “La magia esiste, dovete solo crederci.”

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