Perché sì, amo parlare di Stephen King

E non smetterò mai di farlo. Con tutta la cura e l’attenzione che richiede, perché studiare vuol dire appassionarsi, come insegna l’etimologia della parola.

Ebbene, nell’attesa che questo benedetto libro su di lui veda finalmente la luce, vi lascio l’elenco di tutte le mie pubblicazioni scientifiche kinghiane già esistenti

Cui aggiungo un altro articolo, scritto per la rubrica “Traiettorie Sociologiche” di Agoravox:

Nell’archivio di AphorismScene Contemporanee, invece, potete trovare tutte le mie recensioni.

A chi leggerà e troverà utile quello che ha letto (magari citandolo da qualche parte), dico grazie-sai.

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10 pensieri su “Perché sì, amo parlare di Stephen King

      1. Certo! È stato il primo libro che ho letto di S. King, ma anche il primo libro “serio” che ho letto 😂😂 mi hanno iniziata così a 9 anni 😂😂😂
        Comunque poi successivamente ho letto poco dello scrittore, ma perché sono incappata in alcuni libri che non mi son piaciuti, adesso sono restia a comprarne qualcuno 😕 vorrei leggere joyland 🤔 non so, ho paura 😫

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      2. Mi sconsigli joyland? 😦
        Io ho letto “Al crepuscolo” e “Il talismano”, non mi son piaciuti affatto 😦
        I volumi che hai citato non li ho letti, invece. Vorrei tornare ad amare questo scrittore. Dimmi qualche titolo in più che secondo te potrebbe far riaccendere la scintilla, magari se mi capitano sotto mano ne compro qualcuno 🙂

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      3. Oltre a quelli menzionati nel precedente commento, ti direi anche e sicuramente Stagioni Diverse (da cui hanno tratto Stand By Me e Le ali della libertà, per dire…). E, volendo, Il Miglio Verde. Che però, ti avverto, è molto struggente.

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  1. la vastità del mondo dei libri ha questa bellezza, che ognuno può trovare la propria passione o la propria avversione per un autore senza urtarsi con altri lettori, è un mare largo la lettura.
    ml

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    1. Nessun urto, sì, qui c’è solo amore! E tutta la cura che porta con sé. Forse, se da un lato considero un grande difetto la mia lentezza nel dedicarmi a qualcosa a cui tengo, dall’altro cerco di ritrovarne i segni positivi. E chissà se stanno proprio qui, alla voce del verbo accudire.

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