Come in una commedia americana

A volte mi sembra di starci dentro, nei panni del protagonista sfigato che cade a faccia in giù perché i compagni gli hanno fatto lo sgambetto in mensa.

La differenza è che quel momento in cui, dopo essersi lavato via il suo pranzo dal viso con dignità mista a disperazione, arriverà l’outsider di turno a (rac)cogliere il suo lato migliore e tutto finirà a tarallucci e vino con una trionfale presentazione di fronte a una folla plaudente… Quel momento non viene.

Il film è lungo, troppo lungo. Come il miglio verde.

(amarezza batte rabbia 3 – 1)

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