Dialoghi sul cinema – Carlo Rambaldi, King Kong e gli occhi del «mostro»

“Quando l’uomo si sforza d’inventare qualcosa scordando la natura ottiene pessimi risultati. Bisogna sempre partire dalla natura, quindi cercare, se possibile, di superarla”.

CineFatti

Una monumentale opera d’arte: il King Kong di Carlo Rambaldi.

Passate poche ore dalla notizia della sua morte non potemmo fare a meno di dedicargli uno speciale (La meccatronica degli elementi), quando la notizia della scomparsa di Carlo Rambaldi investì il mondo sentimmo il vuoto lasciato da uno dei più grandi artisti della storia del cinema. La settima arte perse nell’agosto 2012 uno dei suoi maestri.

Rambaldi fu uno special effects artist di fama mondiale, con lavori straordinari realizzati sia per il cinema italiano che per le immense produzioni hollywoodiane, tra cui una in particolare che torna alla nostra mente proprio nei giorni dell’uscita di Kong: Skull Island, il primo remake del cult del 1933, il King Kong di John Guillermin del 1976.

La produzione Dino De Laurentiis oggi vive di una cattiva reputazione a causa delle parole di Meryl Streep sul suo casting mancato

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