Taxi Ride

Un tassista mi parla di escort. Dice che ne conosceva una che guadagnava almeno 1000 euro al giorno. Questo dopo avermi dipinto il quadro tragico di un’Italia in via di disfacimento, fatta di politici coi vitalizi, troppo lavoro, troppe poche ferie.

“Hai capito ‘sta guagliona che ha fatto, che fa?”

Io avrei voluto rispondergli che non la invidio affatto, perché non aspiro ad avere 1000 euro al giorno. Che di sicuro vi apparirà strano, buonista (ma andate sulla Treccani a leggere la definizione prima di parlare) ma è proprio vero: felicità e ricchezza non sono sinonimi.

La sicurezza, quella sì. Ci è stata tolta, forse non ci era mai stata promessa davvero, ma è tutt’altra cosa dall’eccesso. Ed ecco che ancora una volta il mito insegna, pur senza essere letterale, facendomi tornare in mente la favola del pesciolino d’oro: siamo o non siamo tutti come la moglie del vecchio pescatore, che desiderio dopo desiderio non si accontentava mai?

Però lei, quando i castelli e i gioielli e i broccati sparivano, sorrideva di nuovo. Quando tutto ridiventava uguale a prima tornava a essere felice.

Qualcosa mi dice che la maggior parte di noi non ci riesce. Che ci ostiniamo a confondere l’aspirazione con una povertà che molte volte non abbiamo veramente conosciuto.

Ma è un discorso anacronistico, il mio, per cui mi fermo qui. Con un letto, un pasto caldo, un tetto sulla testa, i miei libri, i miei giochi e le mie dolci compagnie. L’infinitesima parte di 1000 euro al giorno.

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4 pensieri su “Taxi Ride

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