Quell’amore di Troisi

L’amore credo sia quel sentimento che riesce a uscire indenne dal tempo che passa, che riesce a durare, che vince la stanchezza, la noia, i dolori, le rotture di scatole. Ma bisogna attendere tanto prima di riconoscerlo. Si può dire solo a posteriori se uno ha davvero amato, perché mentre si ama non lo si capisce

Massimo Troisi

Nato il 19 febbraio 1953

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La sentenza

Ed è caduta la parola di pietra
Sul mio petto ancor vivo.
Non è nulla, vi ero preparata,
ne verrò a capo in qualche modo.
Ho molto da fare, oggi:
bisogna uccidere fino in fondo la memoria,
bisogna che l’anima si pietrifichi,
bisogna di nuovo imparare a vivere

Se no… L’ardente stormire dell’estate,
come una festa oltre la finestra.
Da tempo avevo presentito questo
giorno radioso e la casa vuota.

Anna Achmatova

Sono - Summer Interior - Hopper

(grazie a Zelda Zonk)

Il salto di Harold

Sui miei compiti a scuola mi firmavo sempre con il mio nome per intero, Harold Emery Lauder.

Ho firmato i miei manoscritti nello stesso modo.

Dio mi aiuti, una volta l’ho scritto sul tetto di una baracca in lettere alte un metro.

Voglio firmare questo con il nome che mi hanno dato a Boulder. Posso non averlo accettato allora, ma ora lo prendo volentieri.

Sto per morire in possesso delle mie facoltà mentali.

Il salto di Harold - Finestra di Hopper

 

Con precisione, in fondo, aggiunse la sua firma: Falco.

Rimise il quaderno nella tasca della sella della Triumph. Rimise il cappuccio alla penna e se la infilò in tasca. Mise la canna della Colt in bocca e guardò in alto verso il cielo azzurro.

Gli venne in mente un gioco che facevano quando erano bambini, un gioco per cui gli altri lo prendevano in giro: non era mai riuscito a trovare il coraggio di andare fino in fondo. C’era una cava di ghiaia in fondo a una delle strade dietro il paese, e bisognava saltare giù dal bordo e cadere per un’altezza che toglieva il fiato prima di toccare la sabbia, rotolare e infine risalire per ricominciare daccapo.

Tutti, tranne Harold. Harold rimaneva sull’orlo del salto contando Uno… due… tre! proprio come gli altri, ma la formula magica dei tre numeri non funzionava mai. Le sue gambe rimanevano bloccate. Non riusciva a costringersi a fare il salto. Gli altri a volte lo sfottevano, gli gridavano dietro, lo chiamavano Harold la mammoletta.

Pensò: Se solo fossi riuscito a saltare una volta… solo una volta… forse non sarei qui. Bene, l’ultima vale per tutte.

Pensò: Uno… due… TRE! Tirò il grilletto.

La pistola sparò.

Harold aveva fatto il salto.

Il resto sono coriandoli

Ho imparato un segreto: non esiste un ‘senza’.

Io non sono svanita, sono disseminata in tantissimi piccoli pezzi spolverati sulla vostra vita come neve fresca.

Il perdono è caldo come una lacrima su una guancia. Pensate a questo e a me quando sarete nella pioggia.

Vi ho amati con tutto il mio cuore e voi mi avete ricambiata, questo conta.

Il resto sono coriandoli.

da The Haunting of Hill House 1×10

Ionica

Se abbiamo abbattuto le loro statue

se li abbiamo scacciati dai loro templi

non per questo gli dei sono morti. O terra

di Ionia, sei tu ch’essi amano ancora.

Quando il mattino d’agosto ti avvolge tutta

nella tua aria passa un vigore di quella loro

vita e una figura d’efebo, indecisa,

immateriale, a volte corre via veloce

sull’alto delle tue colline.

 

Constantinos Kavafis, Cinquantacinque poesie

(Einaudi, 1968)

Camera con vista

Ovunque ci troviamo, noi proiettiamo un’ombra su qualcosa, ed è inutile spostarsi continuamente da un posto all’altro per migliorare le cose, perché l’ombra ci viene dietro. Bisogna scegliere un posto dove non si fa danno, e rimanerci ben saldi, affrontando la luce del sole.

E. M. ForsterCamera con vista

Le origini del totalitarismo

Lo sfondo oscuro di ciò che è meramente dato, lo sfondo formato dalla nostra natura unica e immutabile, irrompe sulla scena politica come l’elemento estraneo che nella sua differenza fin troppo evidente ci ricorda le limitazioni dell’attività umana, che si identificano con le limitazioni dell’eguaglianza umana.

Le comunità politiche evolute, come le antiche città-stato o i moderni stati-nazione, insistono così spesso sull’omogeneità etnica perché tendono a eliminare nella misura del possibile le differenze naturali, sempre presenti, che suscitano odio, diffidenza e discriminazione.

La diversità e l’individualità, di cui lo ‘straniero’ è un simbolo allarmante, indicano le sfere in cui l’uomo non può agire e trasformare e in cui, quindi, ha tendenza a distruggere.

Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo

Postumano

I critici di queste tecnologie letali, tra cui l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, pensano il contrario. Essi sostengono che gli attacchi dei droni sono “esecuzioni extragiudiziarie che violano la sovranità delle nazioni, macchiano la levatura morale degli Stati Uniti e fomentano l’estremismo” (Caroll, 2012).
Essi affermano che il modo migliore di prendere posizione rispetto a queste complesse problematiche è di bandire le armi automatizzate dal campo di battaglia e al contempo di esigere dai robot una costante cura degli umani.

A Berlino nel 2012 un gruppo d’ingegneri, filosofi e attivisti ha dato vita all’Icrac, Comitato Internazionale per il Controllo dei Robot Armati, al fine di cercare di tenere sotto controllo gli effetti dell’autonomia raggiunta dagli attuali sistemi di armi robotiche, in particolare dei droni. Da quando l’amministrazione Obama ha però promesso investimenti pari alla somma di 15 miliardi di dollari per i droni Predator e Reaper, non si può negare la loro crescente importanza sia come armi offensive che come strumenti di policy.

Rosi Braidotti, Il postumano

(DeriveApprodi, 2014)

Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi

Non c’è stato uomo in Italia che ha accumulato nella sua vita più sconfitte di Falcone: bocciato come consigliere istruttore, bocciato come procuratore di Palermo, bocciato come candidato al CSM e sarebbe stato bocciato anche come procuratore nazionale antimafia se non fosse stato ucciso. Eppure ogni anno si celebra l’esistenza di Giovanni come fosse stata premiata da pubblici riconoscimenti o apprezzata nella sua eccellenza. Un altro paradosso. Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità.

Ilda Boccassini


Il resto all’articolo: http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/23/news/falcone_voleva_vivere_e_i_suoi_nemici_non_erano_solo_i_mafiosi-166149153/

Rain on River - Hopper - Pessoa

Sipario

In eterno vive quel che è stato

e quel che fu lacerato

torna a guarire

e l’avvizzito a rifiorire.

Senza violenza e senza nome

è dell’unità il seme vero

e nella trasfigurata visione dell’uno

dov’è l’inizio, dov’è la fine?

Vassily_kandinsky,_1932_-_Fixed_Flight

Vasilij KandinskijIl sipario viola

(da Il suono giallo e altre composizioni sceniche, Abscondita, 2002)