Camera con vista

Ovunque ci troviamo, noi proiettiamo un’ombra su qualcosa, ed è inutile spostarsi continuamente da un posto all’altro per migliorare le cose, perché l’ombra ci viene dietro. Bisogna scegliere un posto dove non si fa danno, e rimanerci ben saldi, affrontando la luce del sole.

E. M. ForsterCamera con vista

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Le origini del totalitarismo

Lo sfondo oscuro di ciò che è meramente dato, lo sfondo formato dalla nostra natura unica e immutabile, irrompe sulla scena politica come l’elemento estraneo che nella sua differenza fin troppo evidente ci ricorda le limitazioni dell’attività umana, che si identificano con le limitazioni dell’eguaglianza umana.

Le comunità politiche evolute, come le antiche città-stato o i moderni stati-nazione, insistono così spesso sull’omogeneità etnica perché tendono a eliminare nella misura del possibile le differenze naturali, sempre presenti, che suscitano odio, diffidenza e discriminazione.

La diversità e l’individualità, di cui lo ‘straniero’ è un simbolo allarmante, indicano le sfere in cui l’uomo non può agire e trasformare e in cui, quindi, ha tendenza a distruggere.

Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo

Postumano

I critici di queste tecnologie letali, tra cui l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, pensano il contrario. Essi sostengono che gli attacchi dei droni sono “esecuzioni extragiudiziarie che violano la sovranità delle nazioni, macchiano la levatura morale degli Stati Uniti e fomentano l’estremismo” (Caroll, 2012).
Essi affermano che il modo migliore di prendere posizione rispetto a queste complesse problematiche è di bandire le armi automatizzate dal campo di battaglia e al contempo di esigere dai robot una costante cura degli umani.

A Berlino nel 2012 un gruppo d’ingegneri, filosofi e attivisti ha dato vita all’Icrac, Comitato Internazionale per il Controllo dei Robot Armati, al fine di cercare di tenere sotto controllo gli effetti dell’autonomia raggiunta dagli attuali sistemi di armi robotiche, in particolare dei droni. Da quando l’amministrazione Obama ha però promesso investimenti pari alla somma di 15 miliardi di dollari per i droni Predator e Reaper, non si può negare la loro crescente importanza sia come armi offensive che come strumenti di policy.

Rosi Braidotti, Il postumano

(DeriveApprodi, 2014)

Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi

Non c’è stato uomo in Italia che ha accumulato nella sua vita più sconfitte di Falcone: bocciato come consigliere istruttore, bocciato come procuratore di Palermo, bocciato come candidato al CSM e sarebbe stato bocciato anche come procuratore nazionale antimafia se non fosse stato ucciso. Eppure ogni anno si celebra l’esistenza di Giovanni come fosse stata premiata da pubblici riconoscimenti o apprezzata nella sua eccellenza. Un altro paradosso. Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità.

Ilda Boccassini


Il resto all’articolo: http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/23/news/falcone_voleva_vivere_e_i_suoi_nemici_non_erano_solo_i_mafiosi-166149153/

Rain on River - Hopper - Pessoa

Sipario

In eterno vive quel che è stato

e quel che fu lacerato

torna a guarire

e l’avvizzito a rifiorire.

Senza violenza e senza nome

è dell’unità il seme vero

e nella trasfigurata visione dell’uno

dov’è l’inizio, dov’è la fine?

Vassily_kandinsky,_1932_-_Fixed_Flight

Vasilij KandinskijIl sipario viola

(da Il suono giallo e altre composizioni sceniche, Abscondita, 2002)

Il talismano

Non possiedi una cosa se non sei capace di rinunciarvi.

Che profitto può trarne un uomo? Un bel niente, meno che zero, e questo non s’impara a scuola, s’impara sulla strada.

S’imparano queste cose o si muore in qualche posto dove la luce non brilla.

Stephen KingIl talismano

(Mondadori 2001)

Figli siriani

Vorrei tirarti su le coperte e baciarti le guance

abbassare le tapparelle, perché per stasera ne hai viste abbastanza di stelle

darti una vita dove la mattina esiste la colazione

E dirti, dormi bene amore mio

domani c’è scuola.

 

Gio Evan, Mio figlio è siriano

Figli siriani

Su una lastra di vetro oscurato

…Ti fa capire che è il concetto stesso di realtà a essere fragile, e che le persone ci fanno troppo affidamento. Che vivere è come camminare su una lastra di vetro oscurato e, se per qualche circostanza fortuita, il vetro diventa all’improvviso trasparente, bisogna resistere al senso di vertigine e continuare a camminare. Altrimenti ci si ferma, ci si siede, il vetro si fa sottile, si formano le crepe e, alla fine, si viene inghiottiti.

Io non ho alcuna intenzione di essere inghiottita.

Lucia PatriziNightbird

(Acheron Books, 2018)

Dialoghi sul cinema – Un desiderio che si chiama Marlon Brando

Un desiderio che si chiama Marlon Brando

CineFatti

Marlon Brando: il corpo, l’attore, il divo.

Al grido di STELLA! la memoria risponde con un solo nome: Marlon Brando. Nato e cresciuto nelle turbolenze provinciali del Nebraska (correva l’anno 1924) arrivò alla scuola di recitazione di Stella Adler e Lee Strasberg distinguendosi grazie a una fisionomia e un carattere più unici che rari, il passe partout perfetto per spalancare tutte le porte di una Hollywood in pieno fermento.

Inutile dire che non fu e non è solo questo, come ci aiuta a comprendere meglio l’attenta analisi del sociologo e mediologo Sergio Brancato, che all’eterno selvaggio della storia del cinema ha dedicato un intero capitolo del libro La forma fluida del mondo (Ipermedium, 2010).

Leggete l’estratto che segue come la punta dell’iceberg di una lettura complessa quanto l’oggetto e il soggetto di cui si occupa, una star ma anche e prima di tutto un corpo capace…

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Solo un pensiero

Gli umani sono bestie complicate, disse il mostro. Come fa una regina a essere al contempo una strega buona e una cattiva?

Come fa un principe a essere un assassino e un liberatore?

Come fa  un antico semplicista a essere avido ma anche saggio?

Come fa un curato a essere irragionevole ma anche generoso?

Come fanno gli uomini invisibili a diventare ancora più soli rendendosi visibili?

[…]

La risposta è che non conta quello che pensi, disse il mostro, perché la tua mente si contraddirà cento volte al giorno.

La mente crede a bugie confortanti, mentre conosce le dolorose verità che rendono necessarie quelle bugie. E la tua mente ti punisce per il fatto che credi contemporaneamente a entrambe le cose.

Patrick Ness & Siobhan DowdSette minuti dopo la mezzanotte

Illustrazioni di Jim Kay

Traduzione di Giuseppe Iacobaci

(Mondadori, 2015)