EXIT #8

Rivedo lei nel sapore letterario delle descrizioni, negli scatti d’azione che non sono mai bruschi, “mozzafiato”, ma sempre diluiti da una penna morbida, che dalle prime righe mi è sembrato di poter definire quasi crepuscolare: questi scorci su cui pende una malinconia indefinita mi sono piaciuti un mondo.

Floriana, su Goodreads.

Exit

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NeXT-Stream – Visioni di realtà contigue #1

Conoscendo la curatrice, mi sono avvicinata all’antologia certa di trovare argomenti che mi avrebbero appassionato, secondo la tendenza dichiarata nel Manifesto Connettivista, spin-off della fantascienza: coniugare estrapolazione scientifica e speculazione sociale in una sintesi che non disdegna le sperimentazioni tipiche dell’avanguardia.

Ok, c’è tutto, mi sono detta al termine del libro, e molto altro. […] Ecco la mia scelta.
Radio Ombra scritto da uno dei fondatori, Marco Milani: un horror, anche post-apocalittico, dal ritmo davvero serrato.
L’ospite d’onore di Irene Drago, una riflessione fantascientifica profonda sul post-mortem.
La montagna che cammina di Franci Conforti. Il sense of wonder, tipico della fantascienza, è ottimamente rappresentato in questo racconto. Come non riconfermare la mia ammirazione per questa scrittrice?
Se di Valeria Barbera. Questo esercizio di stile, nella migliore tradizione di Raymond Queneau, riesce a rappresentare splendidamente le possibili implicazioni di una fatalità mortale, secondo le linee guida della fantascienza sociale.
Il suono nudo di Kappa di Francesca Ficherauna meravigliosa sinestesia concettuale oltre che formale, nella classica tradizione della space opera.
Un mix di sostanza ed emozione davvero perfetto. Consiglio vivamente la lettura.

Romina Braggion, su Diario di Errebi.


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Kobo

EXIT #7

Alcuni contengono una complessità che deve assolutamente essere portata avanti, approfondita e perfezionata perché contengono quasi un taglio cinematografico. Altri,più leggeri, sono carini e piacevolmente sorprendenti per il carattere sottilmente ironico che hai voluto trasmettere nella impostazione.

I tuoi racconti non sono affatto drammatici ma, anzi, contengono una grande apertura alla vita.

i miei racconti secondo Gianni.


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EXIT #5

Ci sono storie ordinarie di solitudine e arroccamento, di porte che appaiono o scompaiono, di ricerca di “un qui diverso” per trovarsi in una “dimensione intuibile dai savi”. C’è sangue e sacrificio, ci sono bagliori e ricordi, fughe e ricerca di libertà.

Questi racconti vanno assaporati lentamente perché bisogna lasciarsi attraversare dalla prosa poetica di Francesca Fichera e farsi condurre per mano nelle sue diverse realtà, toccarne i muri e intuire i fantasmi che le popolano.

Fabio R. Crespi, su Runneapolis.


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EXIT #2


Il problema di questi racconti è che, a un certo punto purtroppo finiscono.
Sono come tante piccole pugnalate al cuore e non vorresti mai arrivare in fondo, perché sai che ti aspetta un finale perfido e crudele, ma Francesca ti conduce fino all’ultima pagina con una scrittura che è simile al canto di una sirena: non hai possibilità di smettere.

Lucia, su Amazon.


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EXIT #1

C’è l’orrore, il fantastico, il gotico, c’è la vita vera, crudele e reale, spaventosa e triste. Futuri, passati, presenti dolorosi, perché è dolore che ci porta all’inevitabile mutamento.
Per le persone sole non c’è niente dietro le porte“, ci dice qualcuno, all’interno di una delle dieci storie. Un niente che forse è tutto quello che rimane.
Francesca Fichera è un’autrice bravissima, sicura nella sua raffinata scrittura profondamente classica, che non si atteggia in maldestri tentativi scrittura artefatta (così cara, mi pare, in tanti autori nostrani), giusto per darsi un tono. La Fichera ha delle cose da dire, delle storie da raccontare. Ho una passione per i racconti, soprattutto molto brevi. Se l’avete anche voi, come me, non lasciatevi sfuggire Exit. Stupenda copertina, ottimo lavoro di editing. 

Silly, su Amazon.


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