Nuove Eterotopie

Le eterotopie sono luoghi dischiusi su altri luoghi, spazi “connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi designano, riflettono o rispecchiano” (Michel Foucault).

Le utopie sono consolatorie, le eterotopie inquietanti: “minano segretamente il linguaggio”, “spezzano e aggrovigliano i luoghi comuni”. Come i racconti qui racchiusi, che dissolvono i confini tra i generi in una miscela esplosiva di speculazione scientifica, anticipazione tecnologica, sperimentazione linguistica e proiezione sociologica.

Sedici nuove eterotopie, dunque.

Più una: un inedito di Bruce Sterling, scritto espressamente per quest’antologia.

Postfazione di Salvatore Proietti

Copertina di Ksenja Laginia

Nuove eterotopie

Non ve l’avevo ancora annunciato alla finestra ma sì, fra i 16 racconti che compongono questa antologia ce n’è anche uno mio. E il progetto, edito da Delos e curato da Giovanni De Matteo Sandro Battisti, verrà presentato a Stranimondi 2017.

Insomma, passa un bel sole dai vetri. Il resto lo diranno i lettori…


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Nella luce #16

Immagini e rumori di una catastrofe. Una lettura che ti cattura dall’inizio alla fine. Ciò che mi ha colpito di più sono le accurate descrizioni che ti consentono, oltre che di immaginare i luoghi, di percepire tutti i rumori presenti (da qui il mio titolo per la recensione). Immagini che sono da prima lievi e si fanno sempre più cupe e strazianti, così come i suoni dell’ambiente in cui si muovono i personaggi del racconto.
Riccardo Gabriele su Amazon
(continua qui)

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Nella luce #15

Il vento ci porterà: è una saggezza che gli uomini esprimono da migliaia di anni e che continueranno a esprimere [almeno fin quando l’umanità non avrà superato la sua stessa soglia].
Però occorre aggiungere una ovvietà tanto evidente da restare impensata. Il vento non ci porterà tutti insieme in un altro posto; e, anzi, non ‘ci’ porterà affatto.
Ecco: a realizzare questa evidenza ci si sente implodere.
Come se il cielo ci cadesse addosso con tutto il peso della sua inconsistenza.

Questa è stata la mia immediata, singolare e partecipata risposta a Nella luce, piccolo e bel racconto di Francesca Fichera.

Massimo Villani


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Nella luce #14

Non c’è una storia da raccontare, solo momenti finali da vivere nel timore fino alla pace della luce, al “sole nero” e alla conclusiva “esplosione di fuoco senza calore” che pare cancellare tutto tranne il senso di solitudine. Poetico.

Fabio R. Crespi, su Amazon.

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Nella luce #12

Nella Luce è un viaggio emozionale di corpo, mente e anima. Lei, lui, loro. Cose e persone si fondono in un unica cellula. Una corsa contro il tempo e contro gli elementi. Sentimenti d’amore e paura, e la netta sensazione di essere trasportati in quella stessa dimensione e verso quella stessa direzione. Francesca Fichera è l’autrice di questa piccola grande opera. Uno stile il suo, unico e inconfondibile, che scoprirete in questo libro.

Vanessa Sulpizi, su Storie e racconti.

La sua recensione continua qui.

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Nella luce #11

In un quarto d’ora di tempo Francesca ci conduce nello sgretolamento interiore ed esteriore della protagonista. L’apocalisse ha il rumore delle nuvole che cadono dal cielo, nuvole che vanno e vengono, se raggiungono il suolo diventano nebbia e non è possibile vedere più nulla. Solo l’ignoto, privo di colori.

Silvia, su In direzione ostinata e contraria.

La sua recensione continua qui.

Nella luce di Francesca Fichera


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Hai trovato orgasmi nel collettore quantico? #1

Qui il connettivismo funziona perchè descrive in maniera “connettiva” quella che è una connessione indescrivibile… l’emozione dell’orgasmo e le mille sfaccettature del piacere. E lo fa con approcci ogni volta differenti e diversissime conclusioni per ogni racconto.

Mi ci sono perso dentro, trovando mozzafiato (in negativo e positivo) le emozioni trasmesse e descritte. Chiuso il Kindle mi sono chiesto quanto non fosse desiderabile, sopra ogni cosa, trovare il mio orgasmo nel collettore quantico.
Un capolavoro!

Domenico Mortellaro su Amazon.

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