Nostra signora dei rimpianti

Mentre guardo Notre-Dame avvolta dalle fiamme non posso fare a meno di ricordare: noi che, nel 2007, arriviamo alle 19, la troviamo chiusa, ci rassegniamo a non entrare.

Sono stata a Parigi senza aver visitato uno dei suoi due cuori.

E allora, più che struggermi o piagnucolare, mi viene da dire: che d’ora in avanti non riaccada di dover rimpiangere. Mai.

Il sempre appartenga alle occasioni.

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Coraggio

Charles Bukowski ha scritto che chi non ha immaginazione è il più coraggioso.

Allora io, che ho l’immaginazione spezzata, dove mi colloco?

Io, che inizio a fantasticare e poi mi fermo, perché vivo cose più grandi di incubi e bei sogni?

Forse dovrei anche piantarla con questa assurda ossessione per il coraggio, e lasciare che le cose si esprimano come vogliono, come possono.

Racconti dalle periferie d’Italia

La periferia nel cinema italiano, dati e film alla mano. Per l’articolo completo basta un clic in fondo al testo.

In qualità di esempi di disadattamento che sopravvivono adeguandosi al regolamento interno dei microcosmi devianti (D’Agostino 1984), le figure sullo sfondo di paesaggi urbani nuovi e degradati si può dire che rientrino fra le più rappresentative della produzione audiovisiva italiana immediatamente recente. […]

All’interno di tale accresciuta percentuale di prodotti audiovisivi situati in periferia, successiva sia al cosiddetto fenomeno del gomorrismo che al rinnovato allontanamento dell’immaginario dalla Roma “bene”, a spiccare è proprio la presenza costante del capoluogo laziale.

Sono i “margini della capitale” (Fusco 2013) il luogo periferico preferito dall’industria cinematografica del nostro Paese: un assunto che, senza trascurare la pur significativa traccia lasciata da Napoli e dalle immagini legate al suo hinterland, potrebbe aiutare a riscrivere il dibattito sulla negatività del primato che la periferia partenopea avrebbe finora detenuto nell’immaginario italiano contemporaneo.


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Racconti dalle periferie d'Italia. Suburra

Sempre fedeli a Stefano Re – CineKing #47

L’ultimo CineKing del 2018

CineFatti

Fedeli al Re nonostante il Ka avverso

Sono 47 mesi (agosto escluso) che ilCineKingdiCineFatti corre verso Nord senza fermarsi, nonostante gli intoppi e i giorni 19nati sotto una cattiva stella.

Del resto vi sarete resi conto da voi che oggi è il 2 dicembre e, dunque, il nostro appuntamento conStephen King(non per la prima volta) ha un po’ sballato i tempi.

Poche chiacchiere: sembra giunto il momento di prendersiuna pausa.

Prima…

Prima però vi diciamoquel che c’è da sapere, in modo da non lasciarvi sguarniti sui percorsi mediatici da seguire nei prossimi mesi.

A cominciare dall’annuncio cheMike Flanagan (Il gioco di Gerald,Hill House) ha diffuso poche ore fa attraverso i suoi canali social: le riprese dell’adattamento di Doctor Sleep sono giunte al termine.

Quando lo vedremo? Il 24gennaio del 2020: evidentemente laWarner…

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Elevation of the King – CineKing #46

Elevation of the King – CineKing #46

CineFatti

Sugli alti e i bassi dell’impero di Stephen King

23 ottobre, Italia: esce The Outsider, il nuovo thriller kinghiano osannato da Dan Simmons e soci. 30 ottobre, USA: è il turno di Elevator, altro attesissimo (e combattutissimo) romanzo di quel Re a cui – diciamocelo – ormai fatichiamo a stare dietro.

E anche se non è sempre tutto rose e fiori, quando parliamo di Ka la fede resta un incrollabile baluardo, capace di resistere a delusioni più o meno ingenti – come quella di Castle Rock – come ad estenuanti periodi di magra.

Dal libro al film: la storia non si ferma

D’altra parte tutti eravamo convinti che il primo nuovo adattamento da segnare in agenda sarebbe stato il secondo capitolo di IT per la regia di Andy Muschietti, in arrivo negli Stati Uniti il 6 settembre 2019.

Invece, al grido di detto, fatto

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I segreti di Castle Rock – CineKing #45

Fuga da Castle Rock

CineFatti

Fuga da Castle Rock

In questo primo – e si spera ultimo – CineKing fuori dai confini del numero 19 torniamo a ribadire una semplice cosa: Twin Peaks ha cambiato per sempre il mondo dei media, a cominciare dalla televisione.

Cosa c’entra questo con l’ultimo adattamento (libero) da Stephen King? Probabilmente il fatto che Castle Rock ricordi molto da vicino l’opera cruciale di David Lynch.

L’aspetto problematico è che questo non rappresenta più di tanto un bene.

Doppiare la lentezza

E il perché è presto detto: ritmi lenti al punto da essere ieratici possono essere esclusiva concessione di una mente che cancella; difficile un loro effettivo funzionamento in altri contesti.

A ciò si aggiunge la confusione – di certo voluta in quanto parzialmente propedeutica alla resa del plot – che fa di questa prima partenza della nuova serie Hulu uno scoglio duro da superare.

Con tutto l’amore per…

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In vacanza con il Re – CineKing #44

La lunga estate calda dei fan di Stephen King

CineFatti

Per i fan del Re sarà una lunga estate calda

Soltanto 8 mesi fa intitolavamo uno dei nostri CineKing Destinazione Castle Rock. Ora, precisamente il 25 luglio 2018 su Hulu, la meta verrà finalmente raggiunta – anche se i partecipanti del San Diego Comic-Con avranno il privilegio di visitarla con qualche giorno di anticipo.

Ecco dunque l’ultima anticipazione in forma di trailer (ufficiale) di quella che possiamo classificare senza esitazioni come una delle serie/evento del 2018, sia per la presenza di J. J. Abrams nelle vesti di produttore che per il cast di stelle messe in fila l’una dietro l’altra (oltre naturalmente al nome e all’arte di Stephen King).

In quanto a noi italiani, sarà una vera sofferenza tenere Castle Rock a due passi e non poterne godere fino in fondo dai nostri scollegatissimi luoghi di vacanza – nella migliore delle ipotesi, cioè quella di riuscire ad…

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Tutti gli attori di Stephen King – CineKing #43

CineFatti

Stanno stretti sotto i letti tanti attori a denti stretti

Partiamo subito con una GRANDE notizia: Ewan McGregor sarà Danny Torrance. Sì, avete capito bene, il protagonista (cresciuto) di quello che fu Shining ed è poi diventato Doctor Sleep. Sulla carta, s’intende, perché il film di Kubrick (come qui ricordato) c’entra solo di riflesso. E sta benissimo lì dov’è.

Io comunque attendo al varco questa seconda prova kinghiana di Mike Flanagan, prodotta da Netflix, che già ha saputo soddisfare se non eguagliare le mie aspettative grazie a quel gioiellino di genere chiamato Il gioco di Gerald. Chissà se il criticato (pseudo)sequel del mito dell’Overlook Hotel sarà d’aiuto nell’impresa – per me, vi dico, resta un romanzo assolutamente valido.

I perdenti al completo

Altro cast, altra corsa: ai fan dell’IT di Andy Muschietti l’aggiornamento non suonerà così nuovo, però (ri)vedere al completo il Club dei perdenti 

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Attento che cadi

Io non ne voglio di portiere aperte, né vado in solluchero per i fiori. Mi piace offrire pranzi o fare a metà e se il cameriere porta acqua e birra al tavolo non mi capacito ancora del fatto che l’alcolico venga servito di default a chi mi accompagna.

Per gli stessi motivi mi rifiuto di accettare le vostre smorfie se dico qualche parola che non si addice al mio faccino di brava guagliona ma va benissimo quando a pronunciarla è un vero uomo.

E niente, piccole cose che, a lungo andare, diventano enormi.