La domanda di Edipo

Ahimè, generazioni dei mortali, come vi commisuro uguali al nulla, finché vivete. Chi, infatti, quale uomo riesce a condurre felicità che durino più a lungo del loro esser pensate e , dopo che siano state pensate, del loro declinare?

Edward Hopper - Soir bleu

Sofocle, Edipo Re (quarto stasimo)

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Confessione

La mia vita è iniziata con una molestia sessuale. Più tardi nel tempo ne ho riesperito le lame a causa di due piccoli esseri viziati.

Uno dei miei ex peggiori ha scatenato una malattia autoimmune con la quale dovrò convivere per il resto della mia esistenza; un altro ha fatto sì che conoscessi il mondo della ketamina, un altro ancora quello dell’eroina.

Ho ricevuto schiaffi che non meritavo da chi meno avrei potuto immaginare.

Nel 2013 e nel 2015 ho rischiato di morire, e nel 2018 è arrivato il cancro.

Ma se dico tutto questo non è per stare a sottolineare le mie disgrazie.

Al contrario, è tanta la gratitudine che provo.

Per non essere nata in un paese in guerra, bensì fra le braccia di una famiglia che, a scanso delle incomprensioni e delle difficoltà, è riuscita a dare all’argilla il giusto afflato.

Per aver conosciuto la persona giusta grazie a una scelta sbagliata, tesoro indescrivibile e inestimabile.

Ho avuto la fortuna di amare il mio lavoro, di lottare per poterlo fare e vincere.

E gli amici che sono rimasti hanno finalmente compensato quelli che non erano mai venuti.

Così dedico quanto sono grata non al cielo, in cui non credo, ma alla mia personalissima idea di fortuna, cioè di caso. Perché chi pensa che non esista è un privilegiato incapace di guardare oltre gli inesistenti schemi della propria sorte, dove gioia e dolore sono pesi sul piatto di una bilancia che è bene che resti indecifrabile.

Genova, 16 marzo 2019

Nostra signora dei rimpianti

Mentre guardo Notre-Dame avvolta dalle fiamme non posso fare a meno di ricordare: noi che, nel 2007, arriviamo alle 19, la troviamo chiusa, ci rassegniamo a non entrare.

Sono stata a Parigi senza aver visitato uno dei suoi due cuori.

E allora, più che struggermi o piagnucolare, mi viene da dire: che d’ora in avanti non riaccada di dover rimpiangere. Mai.

Il sempre appartenga alle occasioni.

NeXT-Stream – Visioni di realtà contigue #1

Conoscendo la curatrice, mi sono avvicinata all’antologia certa di trovare argomenti che mi avrebbero appassionato, secondo la tendenza dichiarata nel Manifesto Connettivista, spin-off della fantascienza: coniugare estrapolazione scientifica e speculazione sociale in una sintesi che non disdegna le sperimentazioni tipiche dell’avanguardia.

Ok, c’è tutto, mi sono detta al termine del libro, e molto altro. […] Ecco la mia scelta.
Radio Ombra scritto da uno dei fondatori, Marco Milani: un horror, anche post-apocalittico, dal ritmo davvero serrato.
L’ospite d’onore di Irene Drago, una riflessione fantascientifica profonda sul post-mortem.
La montagna che cammina di Franci Conforti. Il sense of wonder, tipico della fantascienza, è ottimamente rappresentato in questo racconto. Come non riconfermare la mia ammirazione per questa scrittrice?
Se di Valeria Barbera. Questo esercizio di stile, nella migliore tradizione di Raymond Queneau, riesce a rappresentare splendidamente le possibili implicazioni di una fatalità mortale, secondo le linee guida della fantascienza sociale.
Il suono nudo di Kappa di Francesca Ficherauna meravigliosa sinestesia concettuale oltre che formale, nella classica tradizione della space opera.
Un mix di sostanza ed emozione davvero perfetto. Consiglio vivamente la lettura.

Romina Braggion, su Diario di Errebi.


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BookRepublic

Libreria Universitaria

Kobo

EXIT #7

Alcuni contengono una complessità che deve assolutamente essere portata avanti, approfondita e perfezionata perché contengono quasi un taglio cinematografico. Altri,più leggeri, sono carini e piacevolmente sorprendenti per il carattere sottilmente ironico che hai voluto trasmettere nella impostazione.

I tuoi racconti non sono affatto drammatici ma, anzi, contengono una grande apertura alla vita.

i miei racconti secondo Gianni.


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Coraggio

Charles Bukowski ha scritto che chi non ha immaginazione è il più coraggioso.

Allora io, che ho l’immaginazione spezzata, dove mi colloco?

Io, che inizio a fantasticare e poi mi fermo, perché vivo cose più grandi di incubi e bei sogni?

Forse dovrei anche piantarla con questa assurda ossessione per il coraggio, e lasciare che le cose si esprimano come vogliono, come possono.

EXIT #5

Ci sono storie ordinarie di solitudine e arroccamento, di porte che appaiono o scompaiono, di ricerca di “un qui diverso” per trovarsi in una “dimensione intuibile dai savi”. C’è sangue e sacrificio, ci sono bagliori e ricordi, fughe e ricerca di libertà.

Questi racconti vanno assaporati lentamente perché bisogna lasciarsi attraversare dalla prosa poetica di Francesca Fichera e farsi condurre per mano nelle sue diverse realtà, toccarne i muri e intuire i fantasmi che le popolano.

Fabio R. Crespi, su Runneapolis.


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Quell’amore di Troisi

L’amore credo sia quel sentimento che riesce a uscire indenne dal tempo che passa, che riesce a durare, che vince la stanchezza, la noia, i dolori, le rotture di scatole. Ma bisogna attendere tanto prima di riconoscerlo. Si può dire solo a posteriori se uno ha davvero amato, perché mentre si ama non lo si capisce

Massimo Troisi

Nato il 19 febbraio 1953